Una strana fuga di notizie riporta Google al centro dell’attenzione; non che all’azienda siano mai mancate le luci della ribalta, ma negli ultimi tempi, la scena gli era stata un po’ rubata da Apple, che con il suo iPad spera di rivoluzionare la fruizione dei contenuti digitali on e off line. Secondo il New York Times, che cita lo stesso amministratore delegato della Grande G, Eric Schmidt, in vena di chiacchere a un party californiano, esisterebbe un progetto top-secret dell’azienda per lanciare un proprio tablet Pc, basato sul sistema operativo Android, quello con cui sono equipaggiati molti telefonini.

L’indiscrezione ha fatto in breve il giro del mondo; da Google non sono giunte conferme, ma neppure smentite, il che fa pensare che la notizia sia fondata. Non si tratta, peraltro, di una novità assoluta. Già qualche mese fa, al momento del lancio del nuovo sistema operativo di Google, Chrome Os, erano circolate alcune voci.

Stando a quanto racconta il NyT, sarebbero già in corso da tempo dei test con alcuni editori per ottimizzare il processo di consegna e fruizioni di libri, riviste e altri contenuti multimediali sulla tavoletta. Se tutto ciò si concretizzasse, per l’iPad potrebbero essere guai seri; per quanto il prodotto Apple stia riscuotendo un’ottima accoglienza (pare che siano già più di 450.000 gli esemplari venduti), non mancano le critiche: il tablet Pc nato dal genio di Steve Jobs non ha infatti la webcam, né possiede porte Usb o slot SD e non può nemmeno visualizzare contenuti Flash. E, soprattutto, quello alla base dei prodotti dell’azienda di Cupertino è un ecosistema chiuso, su cui si possono installare soltanto le applicazioni approvate e presenti sull’ Apple Store, mentre Android nasce come sistema “aperto” a cui chiunque può dare il proprio contributo e dispone già di moltissime applicazioni di terze parti testate sugli smartphone.

In più, il gPad, come qualcuno chiama già la tavoletta di Mountain View potrebbe attingere a piene mani dagli innumerevoli servizi di Google, come Gmail, Google Docs, Maps, Books e Reader e sfruttare gli accordi che l’azienda sta cercando da tempo di stringere con gli editori di tutto il mondo sia riguardo ai libri fuori commercio che al business delle notizie in formato telematico.

Proprio lunedì scorso, Schmidt, intervenendo alla conferenza annuale della società americana degli editori, ha predetto la nascita di un nuovo modello commerciale per i contenuti informativi online. Semplice coincidenza?